
Something
is cooking
Nove brani strumentali, un’ideale colonna sonora per Goldgasse, il nostro progetto nel cuore di San Michele sulla Strada del Vino. Il suono di un luogo, prima ancora che qualcuno lo abiti.
prima di abitare
A Mario Evangelista abbiamo chiesto di ascoltare un luogo prima che esistesse davvero: le stanze ancora vuote di Goldgasse, la luce che cambia nel corso del giorno, il silenzio. Di starci dentro il tempo necessario e di scrivere quello che sentiva. Senza vincoli, senza scadenze, senza sapere dove saremmo arrivati.

Ne sono nati nove brani strumentali: il primo album pubblicato da Kern Studios.
Ascoltando quel luogo, Mario Evangelista è andato oltre il borgo. L’ispirazione è arrivata anche dalla leggenda del Re Laurino e dall’enrosadira, il rosa che accende le cime all’alba e al tramonto. Ogni brano prende nome dai luoghi e dai personaggi di quella storia. L’unica eccezione è Baturla, una parola che Mario ha portato con sé da Firenze, dove vive da anni: in dialetto toscano indica il brontolio delle nuvole che si preparano alla tempesta, come un rimuginare di giganti.
Listen on
Noi gli abbiamo dato le chiavi. Lui ha aperto porte che non sapevamo di avere.
Mario Evangelista
Da molti anni desideravo farmi coinvolgere nella scrittura di una colonna sonora. Quando Kern mi ha contattato, è stata una grande sorpresa perché la commissione dell’album ha aperto scenari che non pensavo neanche di poter immaginare. Ho composto quindi dei brani strumentali che evidenziassero una fusione coerente e armonica fra antico e moderno, esattamente come nello stile di Kern. Per fare ciò, ho utilizzato tutti gli strumenti che sono in grado di suonare, tra cui sintetizzatori, chitarre acustiche ed elettriche, basso elettrico, harmonium a pedale, pedal steel, percussioni, eccetera. In particolar modo mi sono concentrato nella scrittura dei brani direttamente su carta, pensando principalmente alla forte identità tematica e melodica dei pezzi e a un suono che fosse significativo del mio percorso. Dal mio punto di vista volevo infatti inserire sia l’elemento acustico e “tradizionale” della chitarra, come sempre con molteplici accordature, sia un certo tipo di elettronica grazie a synth e manipolazioni digitali.

9 porte
Laurin è il primo singolo estratto da Goldgasse, disponibile su tutte le piattaforme digitali dall’11 settembre 2026.
Porta il nome del re che, nella leggenda, custodisce un giardino di rose ai piedi delle sue montagne. Sono proprio quelle rose a tradirlo: il loro rosso lo rende visibile ai nemici, che lo catturano. Per vendetta getta un incantesimo sul giardino, perché nessuno possa più vederlo né di giorno né di notte, ma dimentica l’alba e il tramonto. È in quei due momenti che le rose ricompaiono, e le Dolomiti si tingono di rosa.
Mario Evangelista ha tradotto questa immagine in musica:

Il brano è ispirato al Re Laurino, figura della leggenda più classica delle Dolomiti. La sua grandezza è restituita dal ritmo incessante della chitarra elettrica che, lavorando con il delay, realizza l’immagine sonora dei suoi passi che scuotono la terra. Sui passi si innesta la sua voce, un tema di synth flautato e magico che lascia spazio all’immaginazione e dipinge un personaggio che non è soltanto imponenza, ma anche profondità.
Musicista, compositore, arrangiatore e polistrumentista da oltre vent’anni, Mario Evangelista suona chitarra resofonica, elettrica e acustica in diverse accordature, pedal steel e lap steel, banjo, mandolino, ukulele, pianoforte, flauti irlandesi e zampogna a chiave. È attivo anche come turnista, ricercato soprattutto per le sue doti di arrangiatore e polistrumentista.

Mario Evangelista
Foto di Lello Muzio
Fa parte del Collettivo Jambona, la formazione che riunisce i musicisti che gravitano attorno al Jambona Lab Studio di Livorno di Antonio Castiello. Con l’ensemble ha vinto il Premio Ciampi 2025 e pubblicato Noi, Piero (Viceversa Records, 2026), dedicato a Piero Ciampi e secondo al Premio Tenco 2026 nella categoria Album a progetto.
Con la sua band Pitchtorch ha pubblicato l’esordio omonimo nel 2019, indicato da Repubblica Firenze tra i lavori più interessanti dell’anno e inserito da Roots Highway tra i dieci migliori dischi di Americana prodotti in Italia nell’ultimo decennio, e I Can See The Light From Here nel 2023, con la partecipazione di Joachim Cooder, Beppe Scardino e Francesco Bigoni. Suona inoltre con The Gutbuckets, tre dischi all’attivo e numerose presenze nei festival italiani, ed è stato membro di Riserva Moac, Radioscilla e Sousaphonix.
Ha condiviso palco e studio con la band corsa L’Alba, con cui ha registrato A Principiu (Buda Musique, 2021), premiato al Womex 2022 e accolto dalle classifiche world music di tutto il mondo. Da tempo produce dischi per altri artisti, lavoro che lo ha portato a registrare nei migliori studi italiani ed esteri, fino agli Abbey Road Studios di Londra, dove ha completato The Calling di LaDom In Florence.
Il 15 maggio 2026 ha pubblicato Da Capo, album di musica strumentale dedicato alle sue diverse influenze: la musicalità della Corsica, il blues del Mali, il folk irlandese. Goldgasse è il disco successivo, registrato come Da Capo al Jambona Lab Studio con Antonio Castiello.

Tutta la musica è scritta,
prodotta e arrangiata da
Mario
Evangelista
Registrato, mixato e
masterizzato da
Antonio
Castiello
Studio di registrazione
Jambona
lab studio
Direzione creativa e
artwork di
Elisa
Bruni
Fotografia di
Erica
Salvi
Mario Evangelista suona chitarra acustica, elettrica e resofonica, harmonium, basso, sintetizzatori, pianoforte e percussioni.
Prodotto da © Kern Studios 2026 tutti i diritti sono riservati



